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L’origine dell’antico borgo di Cicciano, insieme ai sobborghi di Cutignano e Curano, è collocabile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., durante la fase di massiccia romanizzazione dell’agro nolano. Della fase romana restano due statue funerarie e dei reperti rinvenuti in una necropoli scoperta all’incrocio tra le vie B. De Stefano e Corpo di Cristo.
Con il medioevo la vecchia comunità ciccianese si trasforma anche nell’ impianto urbanistico, che assume uno schema radiocentrico: un nodo centrale, il Castro (casa-fortezza, residenza del Commendatore), da cui si dipartono, a raggiera, le principali vie di comunicazioni, collegate tra loro da vicoli dall’antico tracciato ortogonale, e su cui si affacciano case aggregate intorno a corti interne (in foto ingresso casa-fortezza, Archivio Pro-loco Cicciano). Il Castello divenne residenza dei Cavalieri di Malta. Da semplice “domus” del secolo XIII, l’insediamento di Cicciano diventa prima “commenda” e poi “commenda magistrale”. Nel secolo XIV, vi soggiornò Riccardo Caracciolo, l’unico anti Gran Maestro che l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme abbia mai avuto nella sua plurisecolare storia, in contrapposizione ufficiale con l’allora Gran Maestro Juan Fernàndez de Herédia. La modesta “domus”, fu trasformata in fortilizio, circondato da mura e fossato, in cui fu edificata la Chiesa di San Pietro (particolare della navata, Archivio De Orsi 2004) che conserva numerosi stemmi marmorei dei Commendatori (in basso foto dell'Arme del Commendatore Giovanni Giorgio Ve rcelli del 1573, Archivio Pro-loco Cicciano) e una tavola raffigurante l’Annunciazione datata 1594 e firmata da Antonio Ardito. Il borgo di Cicciano si trasforma in un palcoscenico naturale di feste ed eventi storici che si tengono da gennaio a settembre di ogni anno. Durante la festa di Sant’Antonio Abate, i vicoli ed i cortili si animano con falò, intorno ai quali si consumano succulenti gastronomie: carne di maiale, salsicce, patate cotte sotto la cenere, dolci vari, il tutto bagnato con gran quantità di vino. L’accensione del falò ha il significato di purificazione, poiché brucia il male e allontana le malattie. Il 17 gennaio l’intera popolazione omaggia il santo, compiendo tre giri intorno alla chiesa, a lui intitolata, e recitando preghiere. Tale usanza un tempo era praticata da tutti coloro che possedevano animali domestici per uso agricolo (buoi, mucche, cavalli, asini) e che rientravano poi nella stalla, dopo la benedizione, con l’immancabile immagine votiva.
La festa in onore del Protettore San Barbato (19 febbraio), rappresenta l’apertura ufficiale del Palio che è dedicato al Santo Patrono. In tale occasione si tiene la Cerimonia, in abito storico, per la consegna delle Bandiere ai Tributari dei cinque antichi Quartieri in cui Cicciano è diviso nell’ambito del Palio (in foto particolare del campanile in tufo della Chiesa dell'Immacolata Concezione, già Chiesa di San Barbato, Archivio Pro-loco Cicciano).
Da qualche anno, a Cicciano, il 2 e 3 giugno, si celebra l’ormai famoso Palio dei Quartieri “Castrj Ciccianj” Due giorni di rievocazione storica e di degustazione di prodotti tip ici e piatti storici. Durante il Palio gli ospiti sono immersi non solo in un luogo, ma anche in un tempo diverso, completamente calati nel Rinascimento. Gli antichi quartieri preparano la “Festa di Quartiere” per la valorizzazione di usanze, tradizioni e prodotti tipici locali, allestiscono l’”Addobbo” delle antiche strade e realizzano le “Porte” d’ingr esso al quartiere, vere e proprie opere di artigianato locale (in foto, Archivio Agenzia Area Nolana). Tra musica e danze rinascimentali, cavalieri e falconieri, ecco che le squadre dei cinque Quartieri (Castrum, Li Marenda, Li Rosci, Li Sappierti e Li Vinti) si preparano a sfidarsi nella “Corsa delle Botti” (foto Archivio Agenzia Area Nolana), per la conquista dell’ambito Palio. Comune di CiccianoPiazzetta San Barbato, 1 80032 (NA)Tel. 081/3150401Fax 081/8248560 http:// www.comune.cicciano.na.ite-mail comunecicciano.na.@servizisociali.it
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